pensieri, video

Quando sarò capace di amare

Nel mio paesaccio toscano scalcinato, agli inizi di luglio, hanno la brava idea del Festival Gaber.

C’era una ragazza a cantare in un angolo, con in sottofondo il rumore di una pianola; alta, mora, ironica, con un vestito a pallini blu un po’ voluminoso che le dava l’aria simpatica da campanella. Cantò La Nave, facendoci rollare dal ridere, e quando i bambini del pubblico avevano appena finito di fingere di vomitare, attaccò Quando Sarò Capace di Amare.

Ora, se tutte le luci sono sembrate di colpo accese intorno al campanile in ristrutturazione, in un angolo polverosissimo di un paese mezzo montanaro in cui il meteo aveva previsto un inavverato diluvio, come sarà stato dal vivo il Signor G, lo posso solo immaginare.

Ho ripescato un video che, a quanto pare, risale alla sua ultima apparizione in pubblico. La canzone era già bella cantata da un altro e va da sé. Però, la sua faccia canta da sola. Ci ho visto il ritratto di tutte le parole e, forse, anche del posto da dove provengono, che non so davvero se chiamare genio o altro, ma, da come lo guarda lui, deve essere qualcosa di poco diverso da un paradiso.

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diario, London diaries, video

Pronti a correre!

Sarà che sono lontana, sarà che qui le tastiere non hanno le vocali accentate (e ancora mi chiedo se ci sia un modo per farle spuntare, tipo una combinazione ipertecnologica di tasti che non scoprirò mai).

Sarà che sabato abbiamo passato un’allegra serata al ristorante italiano e gli spaghetti erano allo scoglio nel senso che allo scoglio si aggrappavano per non affogare nel sugo, ma e stato strabiliante uscire “a mangiare italiano” come in Italia si va con gli amici a mangiare il sushi.

Sarà che non avrei mai pensato di poterlo pensare, ma Mengoni è veramente un genio. Non so se avete ascoltato Pronto a correre, ma io me la sono sciroppata un fantastiliardo di volte e come mi garba. Parla di me, di noi, della forza che ci vuole per andare avanti e del bello dei sogni quando vai e li realizzi: non hai piu la testa fra le nuvole, ma ci metti i piedi, nelle nuvole, e cominci a correre.

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Una buona idea

Sono un orfano di acqua e di cielo
Un frutto che da terra guarda il ramo
Orfano di origine e di storia
E di una chiara traiettoria
Sono orfano di valide occasioni
Del palpitare di un’idea con grandi ali
Di cibo sano e sane discussioni
Delle storie, degli anziani, cordoni ombelicali
Orfano di tempo e silenzio
Dell’illusione e della sua disillusione
Di uno slancio che ci porti verso l’alto
Di una cometa da seguire, un maestro d’ascoltare
Di ogni mia giornata che è passata
Vissuta, buttata e mai restituita
Orfano della morte, e quindi della vita

Mi basterebbe essere padre di una buona idea
Mi basterebbe essere padre di una buona idea
Mi basterebbe essere padre di una buona idea
Mi basterebbe essere padre di una buona idea

Sono orfano di pomeriggi al sole, delle mattine senza giustificazione
Dell’era di lavagne e di vinile, di lenzuola sui balconi
Di voci nel cortile
Orfano di partecipazione e di una legge che assomiglia all’uguaglianza
Di una democrazia che non sia un paravento
Di onore e dignità, misura e sobrietà
E di una terra che è soltanto calpestata
Comprata, sfruttata, usata e poi svilita
Orfan di una casa, di un’Italia che è sparita

Mi basterebbe essere padre di una buona idea
Mi basterebbe essere padre di una buona idea
Mi basterebbe essere padre di una buona idea
Mi basterebbe essere padre di una buona idea

Una buona idea
Una buona idea
Una buona idea

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Simon’s Cat

Il mio canale preferito su youtube: un gatto geniale e very British!