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Come sopravvivere alla tesi

Ci siamo. Esageriamo. Dopo un mare di lacrime e sangue, MI LAUREO.

Non è facile rendere a parole l’epicità della cosa. Dopotutto, è solo un esame con il parentume al seguito, ma, parliamoci chiaro, è proprio lì l’inghippo: sono tra i fortunati che non devono necessariamente prenotare un autobus dalla Calafrica con due mesi di anticipo, comunque la transumanza dei consanguinei mi preoccupa. Scanso equivoci, ho buttato giù un vademecum di sopravvivenza:

  1. far capire a nonna che non si tratta di un matrimonio

  2. chiunque abbia scarpe con plateau aspetta fuori

  3. la corona di alloro si sfodera DOPO la seconda uscita dall’aula (tu esci, rientri, firmi e poi esci come donna libera di sclerare sugli esami della specialistica)

  4. non si lanciano coriandoli e riso (vd. punto 1)

  5. il quadrato costruito sull’ipotenusa della distanza fra tua zia e il tuo ragazzo è pari alla somma dei quadrati costruiti sulla distanza lineare tra lui e i tuoi nonni materni

  6. il babbo in gessato e occhiali neri ha i pieni poteri di buttafuori

  7. il primo della commissione che fa domande, esplode

  8. prima del brindisi, bisogna acchiappare il gatto del dipartimento

  9. convincere mia nonna che non si offre cibo alla relatrice (vd. punti 1 e 4)

  10. i canti goliardici conviene farli per strada e non di fronte all’ufficio del tuo prossimo relatore

Se ne stampo un centinaio di copie e comincio subito a fare volantinaggio ce la faremo a farcela. Forse.

ELPH

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10 thoughts on “Come sopravvivere alla tesi”

  1. adorabile! 😀
    ehi acchiappare il gatto vale la lode!!

    vai e spacca tutto, la Laurea è il primo traguardo, poi sarà peggio. 🙂

  2. Mio padre vestì come un buttafuori con rigorosi RayBan alla Blues Brothers, chiesi di avere i coriandoli che mia madre comprò, ma scoprii che erano coriandoli per matrimonio. Non offrii da bere al relatore e alla commissione. Avevo solo io i plateau ai piedi, che affascinarono il mio docente di Diritto del Lavoro.
    Non avevo al seguito il parentume perchè, essendo a maggio, dovevano mietere il grano.
    Il mio ragazzo si commosse.
    Più di questo, stramaledico quel giorno.

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