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La spunta blu tipo Newman

 

Prima c’erano le scenate di gelosia, le scuse per andare a calcetto, la suocera. Oggi sono altre le cose che ci fanno paura, riassunte da pseudo articoli su ‘l’amore ai tempi di Facebook’ che fanno ribaltare Gabo nella tomba: se prima c’era il visualizzato alle a fare da linea sottile tra il baccaglio online* e lo stalking, ora ci si è messo pure Whatsapp. E l’unico che ci guadagna in visualizzazioni è Salvatore Aranzulla.

Secondo l’agenzia ANSIA, c’ è stato il crollo dell’ultimo baluardo di ipocrisia social. Tornando a frequentare per sbaglio i rapporti reali, d’ora in avanti, saremo obbligati a guardare in faccia il diretto interessato e dichiarare: sì, non ti rispondo perché mi rompi i coglioni  avevo il gatto sul fuoco. Cosa che, oltre ad aumentare la dipendenza da wifi dei single in cerca di affetto, promette di favorire lo scoppio degli esemplari accoppiati.

Infatti, Whatsapp è stato inventato per inviarsi emoticon di dubbia consistenza tra una pausa e l’altra, per individui che vorrebbero condividere più tempo di quanto il pendolarismo isterico non conceda (e senza che siano messe in discussione: stima reciproca, fiducia, amore, pace nel mondo e risoluzione non violenta dei conflitti). Tuttavia, la natura umana pone qualche inciampo, creando messaggi politically scorrect, come ‘perché non mi rispondi?’, ‘mi cachi?’, ‘holaaaaa’ e ‘sei lì?’.

Inoltre, l’approdo dei genitori sul web non concilia la pace fra le generazioni. Per esempio, da quando mia mamma è su Twitter, ho perso il gusto a dire cattiverie sull’ultimo taglio di capelli di Adam Levine. Ora, se questo è un peccato veniale, con Whatsapp è diverso. Quei pochi di voi reduci dagli anni ’90 che si ricordano la sensazione di uscire senza cellulare sanno a cosa mi riferisco. E’ come aver addentato la libertà e, al secondo morso, qualcuno l’avesse sostituita con un sandwich al vegan bacon. E ricominciano le ansie patologiche da parens apprensivum insipiens: ‘dove sei?’, ‘tutto bene?’, ‘sei viva?’

Vorrei chiudere con una massima filosofica di Confucio; invece vi lascio la perla con cui se n’è uscita mia madre dopo aver aggiornato Whatsapp con la suddetta spunta blu, e che credo riassuma il dramma delle nostre esistenze a banda larga: #poverannoi


*baccaglio online sull’Enciclopedia Treggatti: ricerca di attenzioni telematiche da parte di soggetto in fuga non consenziente

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3 thoughts on “La spunta blu tipo Newman”

  1. Ho appena finito di leggere il tuo post e la frase che rimbalza nel mio cervello è: “E’ tutto vero!!!”.
    Confermo entrambe le teorie da te enunciate…dipendenza da tecnologia per i single e incentivo alla divisione delle coppie sull’orlo di una crisi.
    Bellissimo post!

  2. “…oltre ad aumentare la dipendenza da wifi dei single in cerca di affetto, promette di favorire lo scoppio degli esemplari accoppiati”
    Mi hai ucciso e rincuorato, il tutto con una sola frase:
    – Single in cerca di affetto dipendente da WIFI: ce l’ho
    – Favorire lo scoppio di esemplari accoppiati: ce l’ho (ma tranquilli, non ci riesco mai)

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