poesia

Il viaggiatore immobile

sono una goccia d’acqua
per un colpo di vento
sono l’estraneo, la roccia
sono una goccia di deserto
dove si aggrappa il volto della pioggia

goccia a goccia goccia
a goccia goccia a goccia

passai di qui mille volte
a mille a mille nei tuoi occhi
occhi che ricordando ho perduto
perché a marzo non si può vedere
oltre il ramo che spalanca il vento

goccia a goccia goccia
a goccia goccia a goccia

tu passi, tu che j’eusse aimée
tu che mi hai cambiato e lo sapevi
ridendo fresca delle mie ginestre
non ho neanche una moneta da infilare
nelle tue fessure
per questo mi sono
tagliata i capelli
perché non mi potessi
cucire.

_Qualcuno tiri giù la luna
che ha abboccato
al filo dell’ultima pioggia

goccia a goccia goccia
a goccia goccia a goccia

But there is no water

Poi, il sonno incenerì le ossa
la luna rinvenne e Jeremiah
prese a svuotarsi sulla testa
i posaceneri del buio

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10 thoughts on “Il viaggiatore immobile”

  1. L’atmosfera della poesia, mi ricorda tanto un’oasi nel deserto sotto l’ombra di una palma, dopo il passaggio di una miracolosa pioggia osservo il vagare di nomadi sulla via della Seta. 🙂

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