poesia

Tre spunti da Alda Merini

Ha una voce di madre che cammina

l’amore che diventa la mia tomba

dacché non mi comanda.

Sul parabrezza della tua auto

ci vorrebbe una stella che cadesse

per mandare in frantumi i tuoi cristalli

e per fare un amore senza fine.

Piange la follia nel mio letto

assurda memoria di altri momenti.

In me tutti amano la follia

e io la venero,

straordinario balcone di canto

ma nessuno ama la donna

che si brucia allo specchio.

Nessuno sa che cosa sia il piacere

di reggere il lume della pazienza

attraverso strade infeconde

liberando momenti di solitudine.

Paiono orrende torture

ma intanto mangi e bevi e vai avanti

dopo aver conosciuto l’embrione

che ti ha dimenticato.

La cosa più superba è la notte

quando cadono gli ultimi spaventi

e l’anima si getta all’avventura.

Lui tace nel tuo grembo

come riassorbito dal sangue

che finalmente si colora di Dio

e tu preghi che taccia per sempre

per non sentirlo come un rigoglio fisso

fin dentro le pareti.

http://www.aldamerini.it/

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