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Venuto al mondo

Ieri Venuto al Mondo mi ha definitivamente tolto l’aria.

Credevo tantissimo nella Cruz, che invece non mi ha dato granché. Tutto il film è giocato sul dibattersi di una coppia che non può avere figli, ma il desiderio di un figlio, quello non si sente. Manca qualcosa, dall’inizio alla fine, manca pienezza, dalla famiglia di Diego agli ovuli ciechi di Gemma. Ma nella lotta per recuperare la pienezza non si sente la spinta del desiderio.

La trama è forte, le scene serrate; Castellitto ha fatto un buon lavoro. Il fatto è che il primo -primissimo- piano sulla sterilità di Gemma e sul mancato rapporto madre – figlio (su Pietro taccio: dovrebbe essere la pietra miliare del film, invece fa solo rabbia) uccide lo spazio del desiderio.

In questo film c’è troppa luce, tanta che non si vedono le ombre. E per rappresentare una madre, di ombra, ce ne vuole. Dicevo, la Cruz mi ha deluso perché la parte non le va a genio, anzi. Nei silenzi, nei ricordi, Gemma mi sembra una donna passiva, che invece di fare di tutto pur di avere un figlio ripiega e si accontenta del primo venuto (al mondo).

Non ho letto il libro, ma a questo punto devo assolutamente metterci le grinfie, dato che le recensioni a proposito cantano.

Qualcuno ha visto il film? Avete letto il libro della Mazzantini? Spero che le parole riescano a sfumare quello che le immagini purtroppo hanno appiattito.

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25 thoughts on “Venuto al mondo”

  1. Mi spiace non ho letto il libro. Non ho visto il film. Non posso dir niente…
    Sicuramente l’argomento è delicato…
    In genere c’è una differenza abissale tra il libro e il film. Mi è capitato più volte di optare per il libro…
    Ciao
    .marta

    1. Hai ragione, c’è differenza. Però non è detto che sia meglio il libro, anche se secondo me non bisognerebbe mai cominciare dal film. Comunque il film merita: ti lascia dentro qualcosa anche se io personalmente, a parte il poco che ho scritto, non capisco bene che cos’è.
      Un saluto!

  2. giusto l’altro giorno una tizia che mi sta altamente sui cosiddetti mi ha consigliato di andare a vedere “assolutamente” il film , e dei suoi entusiasmi ho sempre, giustamente, diffidato. il tuo parere mi dà conferma 🙂

    cambiando completamente genere, un film recente che mi è piaciuto da morire è stato “Killer Joe”

    1. Guarda, è il genere di film che augureresti di vedere a chi ti sta sui cosiddetti, perché quando esci sei sottosopra. Killer Joe non lo conosco, com’è?
      Un altro film di Castellitto che esce a breve parla di un uomo solo che si sceglie un gruppo di attori per passare il natale in una pseudo famiglia. Quello penso che sia spettacolare: l’idea è semplice, immediata e tragi-ridicola. Sullo stile che piace al gatto, insomma! 😀

    1. Nuooooo davvero sono sposati? Che ditta! Tutto in famiglia se consideri che la parte di Pietro la fa il figlio di Castellitto (ed è un personaggio che gli spaccheresti il muso appena lo vedi da tanto che è inutile. Forse recita anche male, ma probabilmente è il suo ruolo a dover essere così…)

  3. Ho letto e amato il libro, lo ricordo cupo, dolorosissimo, ma non di quelle cose volutamente sentimentali che troppo facilmente fanno scendere una lacrima. lo ricordo secco, onesto. Il film no, non l’ho visto; Castellitto io lo invidio tantissimo alla Mazzantini, ebbene sì, diciamoci la verità, lo trovo un gran fico.

  4. Il libro mi è piaciuto abbastanza… il film no, meglio dimenticare…
    Poi trovo che la Mazzantini abbia qualche problemino rispetto alle relazioni. Sempre e solo di amori distruttivi parla e questo è pure peggio di Non ti muovere, il non plus ultra della distruttività . Castellito non mi è piaciuto come regista, tutto troppo crudo ed esasperato, nel libro si sente la parte femminile che manca nel film. No, non mi è piaciuto, ma ho trovato il post interessante e condivido assolutamente l’idea che La Cruz ci sta come i cavoli a merenda….

    1. Ecco cosa mancava! Non c’è femminilità nel racconto. Manca pienezza, anche nella descrizione del nulla. Le vere opere di genio ti danno un senso si vuoto così forte che puoi sentirci dentro la vita che negano. Invece qui il finale è a metà tra l’edificante e il rassegnato. Penso che la Cruz abbia risentito delle scelte della regia…
      Grazie del commento!

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