racconti

Miss Pimm – Cocktail di emozione

In realtà non aveva bevuto. Almeno, non quello che si aspettava.

Era scesa in cucina a preparare un drink, qualcosa di un po’ più forte di un frullato alla pesca. Lì per lì non sapeva come fare. La cosa migliore che le saltò in mente fu aprire il frigo nella speranza di trovare per sbaglio una lattina di birra. Non aveva mai comprato birra, a ben guardare. La faceva starnutire. Vino neanche, salvo q.b. per cucinare.

Tirò un sospiro alla luce automatica del frigo e l’aria fredda le mandò in circolo una stantuffata di terrore. Sveglia, alle tre di notte. Sveglia a cercare birra. Così sveglia che la testa le faceva male e il respiro le vorticava intorno come se l’aria le sfuggisse e per rincorrerla fosse costretta a vivere di più. Fissò l’insalata, lì a un palmo dal suo naso, e le carote, accanto, con la zucca e i peperoni vestiti a festa; le barbabietole ancora da pelare e l’involto con l’arrosto. Due chili di manzo, netti. A guardarlo le venne una tristezza colossale. Perché cucinava l’arrosto se amava le acciughe?

Con la coda dell’occhio notò un tappo blu dall’aria circospetta. Le era sempre piaciuto, il blu, e l’impressione le ispirò fiducia. Guardò meglio. Il naso ormai era mezzo congelato. La punta del pollice che teneva aperto lo sportello scricchiolò un pochino prima di staccarsi e le parve che la polaroid del tempo scattasse un’istantanea della sua eterna trasgressione. Fulminea, svitò il tappo e buttò giù tre sorsi perché sentiva che il cervello stava rincasando e non voleva farsi fermare.

C’è del rhum? Aveva chiesto lui

Può darsi

Tonico?

Del Whisky

Alla goccia?

Alla goccia! E buttò giù

Un fuoco fatuo le investì la gola. Fatuo, sì, perché se avesse letto meglio, invece di inscenare un film, si sarebbe accorta, forse, di aver servito il preparato per dolci a base di zucchero e di rhum.

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12 thoughts on “Miss Pimm – Cocktail di emozione”

  1. Bellino. In particolare mi è piaciuto molto questo:

    “Il naso ormai era mezzo congelato. La punta del pollice che teneva aperto lo sportello scricchiolò un pochino prima di staccarsi e le parve che la polaroid del tempo scattasse un’istantanea della sua eterna trasgressione.”

    Non so se sia l’effetto che volevi dar tu (e magari sono io ad avere gli svarioni al posto di Miss Pimm), ma lo stacco prospettico improvviso ha fatto effetto sul lettore mezzo cieco che alberga in me. 🙂

    1. Sono contenta, perché non era programmato. E’ lo stesso effetto che ha fatto allo scrittore mezzo cieco che alberga in me! Quando si inceppa, o cambio prospettiva e lo seguo, o nisba.
      Grazie del tuo passaggio, sempre gradito.
      Un abbraccio!

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