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Premio IgNobel

Siamo circa 731 milioni di abitanti in Europa. Ora, alla notizia del premio Nobel per la pace, mi sono balzate in testa le seguenti idee, nell’ordine:

a) Ho preso un 731 milionesimo di premio Nobel anch’io

b) Proprio ieri all’ufficio informazioni per l’Erasmus mi hanno detto di accendere un cero e pregare che il progetto abbia fondi anche per l’anno prossimo

c) Grazie al piffero, ma voi in Svezia c’avete la corona svedese, mica l’euro

Che poi un gentile abitante di Twitter mi ha fatto notare che il premio per la Pace viene consegnato a Oslo, quindi, casomai, avrei dovuto parlare della Norvegia e della corona norvegese: la mia limitata cognizione geografica ringrazia.

Il problema però resta. Anzi, secondo me, si complica. Al tg dicono che il premio guarda al passato e al futuro, ma a me pare che guardi così tanto al futuro che mi sembra un sei di incoraggiamento. Un vedo che hai studiato.

Insomma, soprattutto in quest’ultimo periodo il clima mi sembra tutt’altro che pacifico. Quando ci sono in gioco interessi economici sono tutti pronti a saltarsi alla gola e più volte ho avuto la sensazione che, più che un blocco compatto, fossimo in realtà una polveriera.

Non sono arrivata a conclusioni precise, sono ancora nel limbo. Una cosa però è sicura: non c’è lo spirito di squadra, la competizione virtuosa, il prendere spunto gli uni dagli altri, vedere la diversità come ricchezza. Sento solo di aiuti economici dati a denti stretti e tanto, troppo, buonismo.

Io nell’Europa ci credo, ma proprio ieri ho avuto l’impressione di dover fare una corsa contro il tempo per viverla davvero, prima che torni un sogno, un ricordo, e svanisca.

Voi che ne pensate? Come avete accolto la notizia?

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22 thoughts on “Premio IgNobel”

  1. Non c’è spirito di squadra e la competizione non sembra così virtuosa… sembra solo tutto una disastrosa questione economica in cui questo blocco compatto

      1. La cosa più triste è che anche in un progetto così bello e moderno cercano di far funzionare vecchi sistemi. Però manca poco! La prima generazione europea è appena ventenne, possiamo fare qualcosa!
        P.S: non sono aggiornata, ma tu il famoso botto l’hai fatto??

  2. Diciamocelo: l’altro anno ad Obama, sulla fiducia perché è negro. Prima ancora a nonomiricordoilnome ebreo e nonmiricordoilnome ad un palestinese perché erano stati due settimane senza tirarsi i sassi. Adesso a noi perché siamo noi, perché: bravi sessanta anni contro duemila anni senza sputarvi in faccia. La gente che protesta con le maschere, ballando, con le carote, con le zinne di fuori. Diciamocelo: tra un hamburger e un Nobel per la pace la differenza è nello sconto.

    1. Ecco, l’esempio di Obama mi frullava in testa già da un po’. È stato come l’uccellaccio del malaugurio sul suo mandato presidenziale: quasi ovvio che con una partenza così fiammante restassero delusi un po’ tutti. Mi chiedo se anche dietro il nostro nobel ci siano manovre politiche…

  3. Partiamo dal presupposto che io, in materia, sono abbastanza ignorante.
    A me onestamente, non sembra che l’Europa sia stata così “eroica” da meritare il nobel. A mio avviso, lo avrebbe meritato un Europa più salda, e soprattutto più unita in un progetto comune, di quella che è oggi. Sarà pur difficile perchè l’Europa ha una storia diversa da, ad esempio, gli USA, ma io non vedo sforzi immani fatti in quella direzione.
    Anche perchè, ammettiamo pure che i passi avanti fatti in Europa siano unici al mondo, a me sembra che il processo di unione e di spinta democratica che è andata avanti negli anni non sia affatto frutto di sentimenti di fratellanza, quanto di guadagni politico-economici. Ad esempio abbiamo una moneta unica, ma i singoli stati sono ancora sovrani (con limitazioni è vero, ma assai deboli). E ancora qualcuno deve spiegarmi come mai al parlamento europeo ci va di solito lo scarto dei parlamenti nazionali. Il termine Unione Europea è uno specchietto per le allodole. Sarebbe più corretto parlare di Alleanza Europea, nonostante quello che alcuni, pur molti, cittadini europei, spererebbero.

    1. Ecco cos’è che non mi torna, siamo rimasti a livello di alleanza: allora diciamo lo che è un’alleanza e basta, senza tirare in ballo discorsi lacrimevoli. Per quello il premio mi pare un monito, non un obiettivo raggiunto 😦

  4. il Nobel all’Europa mi è sembrato qualcosa tipo quelle battute a metà tra l’idiota e l’infelice che fan fare grandi risate solo a chi le dice, mentre a tutti gli altri semplicemente cadono le braccia

      1. Fufù ??
        Uova, mi intrufolo… 😆 , e a quanto pare al momento giusto (Fatti, non pugnette! 😀 ).
        Prima di tutto grazie per seguirci, l’interesse è reciproco… ( ci siamo fatti 1 giretto “di nascosto”nel tuo “blogghe” !! 😉
        Riguardo al post, cosa ne pensiamo ?? Hummmmm….. puzza di GRAMMY-AWARDS , sai !? Anzi….lo è.
        Quello che dici, “Una cosa però è sicura: non c’è lo spirito di squadra, la competizione virtuosa, il prendere spunto gli uni dagli altri, vedere la diversità come ricchezza. Sento solo di aiuti economici dati a denti stretti e tanto, troppo, buonismo.”,
        è proprio così.Almeno, a nostro parere. La mercificazione (e tutto lo schifo connesso …)dell’essere umano è veramente inqualificabile. L’empatia, insieme ad altri sentimenti (che distinguono un vero essere umano da i pupazzi mutanti di oggi), è in serio rischio di estinzione…. Condivido inoltre quanto detto da RobertoAlbini , “Diciamocelo: l’altro anno ad Obama, sulla fiducia perché è negro. Prima ancora a nonomiricordoilnome ebreo e nonmiricordoilnome ad un palestinese perché erano stati due settimane senza tirarsi i sassi”….
        Suvvia gente, È U N GRANDE SET MONDIALE ,con copione perpetuo,miliardi di attori, luoghi impensabili, effetti speciali visti solo nei sogni, etc etc. , ed il tutto messo dentro il contenitore televisivo, che grazie all’illusione fa sembrare vero il loro spettacolo della vita. Questo tipo di televisione fa male… fa molto male.
        Fufù…

        Fatti, non pugnette! 😀

  5. Gli ideali che hanno portato all’unione europea posso anche condividerli, cooperazione tra stati vicini, tolleranza e condivisione; ma non dimentichiamoci che il tutto nasce da un’alleanza economica (e sotto sotto anche politica) in un momento in cui in un modo o nell’altro ci si doveva parare il cu*o. Io gli ideali più umanistici (se si può dire) li condivido, ma oggi si cerca di portarsi dietro la zavorra che è l’accordo economico e politico iniziale. Il problema è che chi sta bene bacchetta chi sta male, e chi sta male non capisce il perché. L’UE in tutto questo non ha cercato di aprire gli occhi a nessuno, ha punito e premiato, come a scuola. Non vedo altro, ammettendo anche che non sono esperto in materia!
    E per le guerre: le abbiamo allontanate dall’Europa ma ci sono ancora è forse peggiori prima, perché nessuno fa niente a riguardo, visto che non sono a casa nostra per ora.

E tu che dici?

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