racconti

Mai dire gatto

Lo aveva chiamato solo gatto. Tanto non rispondeva. Chiamava lui. Con un gran morso nella migliore delle ipotesi. Era arrivato un pomeriggio, verso le cinque e un quarto, a scuotere i tappeti della sua anima ridotta in polvere, nell’appartamento del terzo piano. Era caduto dal cielo. In piedi, si capisce.

Al quinto piano facevano i lavori, salvo poi dimenticarsi il braccio della gru pericolante dopo essere entrati dalla signora per il tè. Dalla finestra, ovvio. Così il gatto si era intrufolato da chissà quale piega spazio temporale e aveva deciso di cadere dritto sul suo balcone. Deciso, proprio. Non c’era stato verso di mandarlo via. Usciva dalla porta, entrava dalla finestra. Terzo piano. Balcone.

Quando furono pronti una cinquantina di biglietti –trovato gatto rosso, iracondo, mordace, un occhio nero uno blu- e Mr. Pilgrim fu lì lì per tappezzare l’intero isolato, i lavori finirono e la gru sparì. Il gatto, infilato l’ennesimo calcione, non si ripresentò. Tre giorni dopo, due notti insonni e un thermos di caffè, Mr.Pilgrim versò tutte le sue lacrime, strappò i biglietti e disse che, se si fosse ripresentata l’epifania del gatto, l’avrebbe tenuto con sé. Così la volontà felina.

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12 thoughts on “Mai dire gatto”

  1. molto poco saggio questo procedere di Mr Pilgrim.
    Non ci si dovrebbe mai, dico mai accorgere dopo dell’importanza di qualcosa.
    E’ estremamente nocivo e decisamente improduttivo.
    Meglio fingere che nulla ne abbia, Di importanza.
    Fa niente, via. Tutto ok.
    Ho detto che è tutto ok! Cacchio!

  2. I gatti, si sa, nel loro pellegrinare sono totalmente indipendenti. Niente li può influenzare, che non dipenda da essi stessi. Ti trattano come un soprammobile qualsiasi, eppure riescono a farsi amare. Maledetti (detto sottovoce, che non si offendano).
    ps: come fa mr Pilgrim a essere più stanziale di un gatto?

    1. Già, diabolici 😀
      Stanziale? Per ora, poi si metterà in viaggio. Ma perché lo definisci così? Da cosa si capisce? (sono curiosa perché dev’essermi uscito dalla penna senza che me ne accorgessi mentre lo descrivevo)

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