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Trivialità organizzata

A certi tipi umani dovrebbe essere bandito l’arrembaggio.

Ora, in poco più di tre mesi di beata (sic!) singletudine, le mie conquiste ammontano a:

  • una ragazza
  • svariati quarantenni
  • un diciassettenne che aiutatemi
  • un cameriere con pelata e occhi cerchiati alla zio Fester

Direte voi, dopo la famiglia Addams, le ho viste tutte.

Invece no, perché l’ultima moda dell’outgoing da discoteca, l’estrema frontiera dell’arpionamento-sgnacchere (rullo di tamburi) è: l’appoge.

Cioè, l’avvicinamento di oggetti  non identificati ad altezza pelvica.

C’è proprio uno stage di appoge per disperati specialisti: prima ti lanci in irresistibili occhiate da triglia sotto sale, poi emetti miasmi da pizza e birra con tanto di doppio Copacabana e infine tràn, scoperchi i tuoi magnifici pettorali andando in giro come l’orso Baloo che si gratta sotto la cintura.

Sarò bigotta, ma preferisco la tradizionale stretta di mano all’epifania dello spatafronzolo. E va beh che almeno quello non parla, e in certi casi fate bene, voialtri, a mandarlo avanti a vedere che tempo fa.

Però, certe donzelle potrebbero girare con in borsa, che ne so, un machete, e un più educato sorriso con tanto di “ciao, sono Tizio” le convincerebbe a non usarlo.

Forse.

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21 thoughts on “Trivialità organizzata”

  1. Ma io qualcosa la vorrei dire, ma fa caldo.
    E comunque va tranquilla, quando smetteranno devi preoccuparti. E sennò l’approccio lo puoi pure far partire in prima persona.

      1. E certo che no. Se uno misurarasse la bellezza dalla capacità di attirare perfetti sconosciuti staremmo apposto! 😀

        Non lo so cosa volevo scrivere prima, stavo in stato confusionale. Perdono.

  2. ahaha mai fatto sorridere con questo post , grazie brava 🙂
    Di marpioni o poliponi in giro ce ne stan a bizzeffe, utilizzano tutte le tecniche inimmaginabile pur di rimorchiare qualcuna (il problema poi è che il più delle volte restan a bocca asciutta ) 🙂 ciao Buona serata con simpatia. Carla

  3. Azz, ne sono cambiate di cose in discoteca… sarà che l’ultima volta ci sono entrato venticinque anni or sono, e ne sono uscito tirato fuori a forza dall’ultimo amico rimasto mediamente sobrio mentre inveivo pesantemente contro il DJ, reo di avermi brutalmente remixato (e a mio avviso rovinato) “The Final Countdown” degli Europe.

    All’epoca, l’unico “appoge” che contemplavo era l’appoge al bancone del bar. Avevo sicuramente più appeal per il banchista che per le ragazze in pista 😉

  4. Interessante analisi.
    come i tuoi scritti del resto, è bello leggerti.
    Nello specifico: la trivialità sarà mica indotta dall’ambiente?
    Io ti consiglio di non dimenticar mai quel machete, ma anche il numero di telefono di qualche buon amico che sia disposto a raggiungerti.
    a guardar bene la Cavalleria non è ancora estinta!!! Forse riservata a pochi.
    Ciao

    1. Pochi, ma buoni. A trovarli! 😀
      Sì, l’ambiente conta molto. Però influisce solo in un senso: un’atmosfera romantica sul pontile per esempio, non aiuta in caso di metamorfosi rospo-principe. Le luci psichedeliche e il tunz tonz da disco, d’altra parte, fanno dimenticare le buone maniere.
      Che ci si deve fa?

E tu che dici?

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