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Lettere che non ho mai

Ho trovato la parola del nostro amore: la chiave di volta della mia vita di prima.

Salvare.

Per questo riempivo fogli e fogli di sospiri, non chiudevo mai una telefonata finché non era tornato il sorriso e conservavo le tue mail, i messaggi e le palette del gelato: volevo salvare te da una famiglia insana e me dalla solitudine. Salvare il nostro tempo dal caos e la nostra parte migliore. Salvare i nostri pochi anni e metterli insieme per essere più grandi. Salvare i tuoi occhi d’ambra e la tua pelle scura dal rischio di sfiorire prima che un bacio potesse mantenerli nel suo

Per sempre

Quando ti ho fatto una promessa l’ho mantenuta a costo di non vivere, di non mangiare.

L’ultima volta che siamo usciti insieme non la smettevo di abbracciarti. Giravo intorno, mendicavo un bacio, volevo sentire la tua stretta. Ma eri cosa morta tra le mie braccia l’ultima sera. Stanco, inerte. Cercavo ancora un motivo per restare e tu non mi afferravi. Dio cosa avrei dato per uno di quegli abbracci incrina costole di quando sentirmi vicino non ti bastava, uno di quei baci stretti da mandare un brivido fino all’ombelico e ritorno.

Forse bisogna essere in due per accedere a quel paradiso.

Di noi, chi si è tirato indietro?

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7 thoughts on “Lettere che non ho mai”

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