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Lettera a Lucignolo

“…secondo noi, antisemitismo, islamofobia e razzismo scaturiscono, tanto nei secoli passati quanto oggi, da opere come la Commedia che contribuiscono alla formazione di giovani e meno giovani.”

A questo punto, si aprono due strade:

1- rifilare la pappardella di Dante-figlio-del-suo-tempo-ma-per-fortuna-dal-medio-evo-in-qua-ci-siamo-evoluti

2- ritagliare con forbici dalla punta arrotondata i canti scabrosi e radiarli dalle antologie scolastiche. Fatto?

Di fronte all’articolo di Gherush92 in risposta alle risposte all’articolo che attacca Dante (già la presentazione è macchinosa, figurarsi il resto) mi sembra di avere a che fare con un fondamentalista islamico, solo, al contrario.

“Ammettiamo pure che della Commedia esistano diversi livelli di interpretazione, simbolico, metaforico, iconografico, estetico, linguistico, etc., ciò non autorizza a rimuovere il significato testuale dell’opera, il cui contenuto denigratorio è evidente e contribuisce, oggi come ieri, a diffondere false accuse costate nei secoli milioni e milioni di morti.”

Ma bravi. Hanno pure studiato.

Il guaio è che la letteratura, così concepita, presuppone:

1- una visione ottimista del ruolo degli intellettuali (e così si regredisce all’800)

2- una gran pecoraggine del lettore, che, stando a Gherush, seguirebbe per filo e per segno quello che il testo propina.

Di qui, almeno nelle scuole, la censura è d’obbligo.

Ma Gherush, che della sottigliezza ormai si è fatto vanto, domanda:

 “Quale sarebbe il vantaggio di studiare il Maometto descritto nel canto XXVIII dell’Inferno? Quale il vantaggio di studiare il Giuda Iscariota del canto XXXIII, condannato come traditore?”

Questo a casa mia si chiama “caccia alla zanzara col bazooka”.

Nel senso che il problema, ingigantito, fa più guai della sua reale consistenza. Già, perché nel tuo idillio romantico, Gherush, ti sei scordato che la conoscenza letteraria non è logica.

L’arte non ha una funzione pacificatrice, né morale. Ascoltare Mozart e Bach non ha impedito ai Nazisti di compiere le loro stragi.

E allora:

“Come evitare il senso di imbarazzo, frustrazione, umiliazione ed offesa che i versi di Dante veicolano?”

Semplice, non evitiamolo.

Il vantaggio sta proprio lì, specie di grillotalpa accecato dalle tue idee progressiste, lì in quello che dici.

Non c’è da sorprendersi di trovare contraddizioni anche nelle opere più sistematiche.

Prendine una a caso: la Commedia. Lo sapevi che la sua cosmologia (f. s. = ordine dell’universo) Dante la prende da Il libro della scala, un’opera che credeva appartenesse proprio a Maometto, l’uomo sventrato del canto XXVIII?

Ancora: sapevi che Averroé e Avicenna hanno dato al mondo occidentale l’Etica Nicomachea, su cui l’Inferno dantesco è abbarbicato?

No. Tu preferisci chiudere con un sontuoso:

“…per quanto ci sforziamo, ci torna difficile trovare un valore estetico nel razzismo.”

E per forza. Perché il valore estetico della Commedia non è lì.

Il suo valore inestimabile, come di tutte le opere più grandi (vedi la Gerusalemme Liberata, vedi Quer pasticciaccio butto de Via Merulana, per esempio), sta nel fatto di essere irrisolta.

Irrisolvibile.

Insanabile.

Irriducibile.

O quello che ti pare.

Ma insomma, siamo sicuri che censurando o togliendo Dante dalle scuole formeremmo uomini e donne migliori? Ti pare sano di mente semplificare il mondo a un ragazzino che prima o poi, dalla scuola, uscirà fuori?

Perché invece non leggere proprio i pezzi più imbarazzanti, correre il rischio di accendere i cervelli, educare alla contraddizione?

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4 thoughts on “Lettera a Lucignolo”

  1. Concordo perfettamente. Lo spirito critico non può svilupparsi senza aver avuto di fronte ciò che è “altro”. E la mancanza di spirito critico è esattamente ciò che porta al senso unico, e dunque al razzismo.
    Purgare un’opera come la Divina Commedia per porre rimedio al razzismo è ridicolo, e oltretutto le conseguenze sarebbero l’opposto dell’obiettivo.
    Aggiungo, come si può chiedere l’accettazione della propria cultura, in un contesto multiculturale, tentando di sopprimere le altre? Non viene in mente che questo modo di porsi, oltre che contraddittorio, non giovi per nulla alla tolleranza e alla comprensione?

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